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Benessere psicofisico in armonia con la natura.

La visione naturale, per tutti

Intervista a Maurizio Cagnoli, sociologo esperto di percezione visiva, che da oltre trent'anni lavora con il Metodo Bates.

"Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi", dice il Piccolo Principe. Se questo è per molti versi vero, è altrettanto certo che una sana vista naturale consente di vedere molto, e bene. Un vantaggio non da poco: lo sa bene chi, invece, ha bisogno di un aiutino, di qualche correzione. In altri termini, come la maggior parte delle persone potrebbe pensare, di un paio di occhiali.

Maurizio Cagnoli, principale insegnante del Metodo Bates in Italia."In realtà - spiega Maurizio Cagnoli, sociologo ad indirizzo psicologico, esperto di percezione visiva e da più di venti anni insegnante del Metodo Bates - gli occhiali non bastano perchè non correggono le cattive abitudini che si riflettono poi nella visione e non permettono un miglioramento della vista".

La nostra lettura ed interpretazione del mondo dipende da come lo guardiamo. Ma lo guardiamo a seconda di come noi siamo. Significa che si può definire un profilo posturale e psicologico per ogni problema visivo. Un miope, ad esempio, ha sullo sfondo (anche se in modo non consapevole) la paura del futuro, la paura di fallire e di non essere amati perchè imperfetti. Chi è astigmatico ha registrato da qualche parte che vedere le cose fa male. L'ipermetrope manca di amore per se stesso, è arrabbiato e tende ad allontanare gli altri. "Succede perchè da qualche parte, da piccoli e senza difese nè particolari strumenti cognitivi di analisi, abbiamo registrato delle informazioni di sopravvivenza e le viviamo dunque anche con il corpo": spiega Maurizio Cagnoli.

Ecco perché, a tutte le età, l'educazione visiva ha un senso: "Il Metodo Bates mira a ristabilire il modo naturalmente efficiente di usare il sistema visivo, superando i cosiddetti errori di rifrazione attraverso il cambiamento consapevole delle abitudini visive. E' un'arte - non medica e non terapeutica - che permette di ristabilire il corretto funzionamento degli occhi e della mente nel processo visivo". Si fanno esercizi con gli occhi e, al tempo stesso, senza rendersene conto, si realizza anche un risanamento emozionale. Insomma: aiuta a vedere meglio senza occhiali o utilizzando nel frattempo - nel caso in cui servano (ad esempio al bambino per leggere alla lavagna) degli occhiali di transizione, perchè "gli occhiali non sono un modo naturale, anzi mettono su una strada di progressivo allontanamento dalla visione naturale".

Il Metodo Bates nasce circa un secolo fa grazie al dottor Bates, appunto, un oftalmologo americano i cui lavori sono ancora oggi il punto di riferimento centrale per il mondo che lavora sulla visione olistica; è stato integrato nel tempo da vari contributi; uno degli ultimi è il lavoro di Ray Gottlieb sulla fusione che permette di migliorare rapidamente tutti i problemi di accomodazione, come la presbiopia, ma anche le miopie alte.

Tre sono i punti fondanti:
1) il movimento (gli occhi di chi ha problemi visivi si muovono molto di meno di chi ha una vista normale, e il rifiuto del movimento si estende anche a molti altri campi, coinvolgendo il corpo le emozioni e il pensiero. Chi ha problemi visivi sembra cercare costantemente di crearsi un ambiente "sicuro")
2) la centralizzazione (abitudine di fissare, tipica di chi ha problemi visivi è che per vedere alcune cose mantenendo gli occhi immobili, allarghiamo la nostra percezione visiva, la "diffondiamo" a scapito dell'acutezza . Se per esempio guardiamo il viso di una persona, chi ha una vista naturale continuerà a "esplorare" il viso, mettendo a fuoco una miriade di particolari -fino a 3.600 al minuto - nitidi e focalizzati, che il cervello ricostruirà in un'immagine nitida. Chi fissa lo sguardo cercherà invece di vedere il viso tutto insieme ugualmente bene - il che è impossibile - e nel fare ciò sfoca lo sguardo e vede peggio
3) il rilassamento (quando si è più rilassati, si vede meglio; è importante anche sottolineare che senza movimento non c'è vero rilassamento e che questo, perché sia profondo, deve coinvolgere il modo di vedere il mondo e l'identificazione dei condizionamenti negativi).
A questi si possono aggiungere il ruolo della memoria e dell'immaginazione; per Bates, "senza memoria perfetta non può esserci vista perfetta". L'immaginazione, invece, aggiusta le limitazioni e le aberrazioni della vista. 

Quando si può ricorrere al Metodo Bates? "A tutte le età, non ci sono limiti. Anzi, prima si interviene meglio è. Come insegna il libro di Janet Goodrich "La vista nei bambini, aiutarli a vedere meglio senza occhiali", ci si può prendere cura della vista dei propri figli sin dalla più tenera età, in realtà sin dalla nascita, con piccoli esercizi, giochi divertenti. Per i bambini, in special modo, ma anche per gli adulti, ci deve essere piacevolezza nel fare questo tipo di lavoro, altrimenti - se è uno sforzo - diventa inutile perché ci si muoverebbe in senso contrario al principio dell'olismo, in cui tutto è collegato. Se non ho piacere, non vorrò fare, non vorrò vedere: non avrò miglioramenti. E' vero, richiede un po' di tempo e attenzione, ma è anche un modo per stare insieme ai propri figli, per migliorare la qualità della relazione", spiega Maurizio Cagnoli.

La vista è un bene prezioso di cui prendersi cura sempre, anche quando non si hanno "problemi": "dedicare qualche minuto al giorno con esercizi come il palming permette di mantenere giorno dopo giorno l'occhio allenato, più rilassato". Un'alternativa può essere l'uso, ogni tanto, degli occhiali rasterbrille che consentono una ginnastica oculare mentre si sta, ad esempio, guardano la televisione o davanti al pc.

Il Metodo Bates non consente di fare diagnosi ma, semmai, lavora sul "referto" prodotto dallo specialista "tradizionale". "E' bene fare, ogni due anni, un controllo dall'oculista, ma questo rientra in un piano normale di attenzione e cura di sè".

Una volta che si ha la "ricetta" dell'oculista con le indicazioni mediche sulla nostra vista, che possiamo fare?
"Chi preferisce una scelta olistica, può indubbiamente farsi degli occhiali di transizione per le necessità pratiche, ma poi, nella vita quotidiana, dovrà stimolare e lavorare sulla sua visione in modo nuovo. Ci sono degli specialisti che possono condurre sedute individuali per accompagnare in questo percorso (clicca qui per vedere dove sono) oppure si possono fare dei corsi per imparare tramite la pratica diretta il Metodo Bates che si svolgono generalmante durante un week end. Sono un potente processo di trasformazione per chi vuole "aprire gli occhi" e assumere consapevolezza e responsabilità di ciò che vuole vedere (e non vedere). Si impara ad uscire con facilità dalle abitudini visive negative e a sperimentare direttamente nuovi stili visivi e nuovi modi di porsi di fronte alla vita. Durante il seminario cominciano ad apparire episodi di visione nitida e rilassata".

Per approfondire il tema della visione naturale, molto materiale è disponibile gratuitamente su Buena Vista!, il sito italiano del Metodo Bates.

 

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