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Le regole per il risveglio

Occorre accogliere i segnali di stress lanciati dai bambini e restituire loro tempo e, soprattutto, gioiosa vitalità. Iniziamo dal risveglio. Come affrontarlo al meglio.

“Non sappiamo davvero cosa sia il bene di un genitore per un figlio, fin quando non diventiamo genitori noi stessi”, diceva Harry Ward Beecher. Li amiamo incondizionatamente e cerchiamo di offrire loro il meglio. Eppure, oggi come non mai, rischiamo di non essere davvero in grado di ascoltarli, di dedicare loro l’attenzione che meritano, di essere fermi e autorevoli nel dare poche e semplici regole da rispettare.

Le nostre giornate, così come le loro, sono fitte d’incombenze che incastriamo, sovrapponiamo e dribbliamo con una perizia da funamboli: e il risultato è che, stressati da ritmi così intensi, né noi, né i nostri bambini possono godere del privilegio di avere del tempo vuoto in cui non fare nulla di speciale, ma di essere veramente insieme. Occorre accogliere i segnali di stress lanciati dai bambini e restituire loro tempo e, soprattutto, gioiosa vitalità. Iniziamo dal risveglio.

Ecco alcuni semplici accorgimenti per incamminarci sulla strada della consapevolezza insieme con i nostri bambini, a partire dal risveglio. Almeno la domenica mattina…

Il rito della prima colazione: Prima regola: niente caffè trangugiati di fretta, controllando le notizie sul cellulare e al caffelatte davanti ai cartoni.
Dedichiamo subito un momento di qualità ai nostri figli facendo colazione con loro e prendendoci un po' di tempo per assaporare insieme i cibi, seduti a una tavola apparecchiata con cura.

Ascoltiamo i loro racconti.  I bimbi hanno una gran voglia di raccontare di sé, della scuola o dei giochi. Ascoltiamoli senza interrompere, senza correggere se appaiono un po' frammentati e incoerenti, senza bombardarli di domande, che li fanno sentire sotto pressione.

Che tempo fa? Ritagliare un momento della giornata per una breve camminata a piedi, invitando i bimbi a notare e a descrivere il clima; sarà il primo passo per soffermarsi, poi, sul “tempo che fa” dentro di loro, ad abituarli a riconoscere e esprimere le emozioni: come mi sento oggi? Sono arrabbiato oppure felice e perché sono preoccupato?

Muoviamoci! Che si tratti di sport o di gioco, soffermati sulle sensazioni provocate dal movimento: è un ottimo esercizio di attenzione, soprattutto se dopo ci si concede una bella doccia calda e defaticante.

Cuciniamo insieme. Coinvolgere i bimbi nella preparazione di pranzo o cena significa incentivare un’attività che richiede, di per sé, concentrazione e attenzione e che può regalare enormi soddisfazioni. La cucina è il regno di allegri rumori da ascoltare con attenzione, da quello dell’olio che sfrigola a quello del sugo che sobbolle, e la tavola diventa un perfetto banco di prova per esercitare, assaporando i cibi preparati, i sensi dell’olfatto e del gusto.

 

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