Abituiamo i bambini a “disegnare" le loro emozioni. Spesso è ancora più utile che fargliele esprimere solo a parole.
Ogni bambino ha bisogno che tutto quello che prova, sente e si aspetta sia riconosciuto e rispettato per quello che è. Affinchè sia in grado di contattare e regolare le proprie emozioni, è necessario che esse siano accolte e nominate, così da consentire lo sviluppo di intelligenza emotiva. Se comunichamo al bambino, anche inconsapevolmente, che non riconosciamo o approviamo le sue emozioni, egli sarà costretto a “soffocare” se stesso pur di mantenere il rapporto con noi. Abituare i bambini a “disegnare” le loro emozioni, al contrario, è talvolta ancora più utile che fargliele esprimere solo a parole. Ma anche noi dovremmo impegnarci a non reprimerle, gestendole in modo libero ma appropriato: gli adulti per primi dovrebbero imparare a riconoscere le emozioni che sentono ed evitare di tacitarle, negarle, esasperarle.
Un’emozione molto frequente nei bambini è la paura, e vi possno essere dei giochi che orientano il bambino, educandolo a fronteggiarla.
Si invita il bambino a fare caso al punto del corpo in cui si sente la paura: la stanzetta della paura.
A quel punto bisognerà prendersene cura, dunque immaginarla, descriverla e quindi pensare a come abbellirla, con luce, fiori e oggetti colorati. La paura potrà sentirsi meglio, parlerà al bambino con gentilezza, verrà ascoltata e fatta uscire piano piano. Poco male se, invece, resterà: basterà farle una carezza e pensare che sarà possibile fare tutto anche “in sua compagnia”, sciogliendosi dolcemente.
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