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Medicina naturale

La fitoterapia nell'anziano

A cura di Dott. Massimo Generoso, Pediatra

Pubblicato il

Alcune delle fitomedicine per i disturbi tipici dell'anzianità  sono il Ginkgo, il Ginseng, la Valeriana, la Passiflora, l’Iperico, l'Arpagofito e il Carciofo.

Il Ginkgo (Ginkgo biloba) esercita un’azione antiossidante (contro i radicali liberi) e protettiva sul cuore e i vasi sanguigni. E' una pianta medicinale molto popolare nel mondo, usata per migliorare l'afflusso di sangue al cervello, per migliorare la memoria e lo stato di coscienza nell'anziano. Il Ginkgo può causare dolori addominali talvolta con diarrea. Questa droga deve essere somministrata con cautela nei pazienti che assumono alcuni farmaci (anticoagulanti, aspirina, ecc); non deve essere associata a prodotti a base di aglio o derivati dal salice per aumento dei rischi di danni allo stomaco.

La Passiflora (Passiflora incarnata o Passiflora alata) facilita un miglior addormentamento; infatti predispone al sonno e riduce ansietà e nervosismo nel soggetto “agitato”. Può causare rare e sporadiche reazioni tipo vomito e cefalea.

L'Iperico (Hypericum perforatum) è indicato per il trattamento degli stati depressivi lievi e moderati ed è coadiuvante dell’equilibrio emotivo. Può causare nausea, irrequietezza, mal di testa o reazione allergiche. Inoltre questa droga vegetale ha la caratteristica di interagire con un gran numero di farmaci (antidepressivi, anticoagulanti, ecc.).

L'Arpagofito (Harpagophytum procumbens) ha azione antinfiammatoria ed è efficace nei dolori causati dall’artrosi. Può causare mal di stomaco con nausea, diarrea. E’ consigliabile non usarlo nei pazienti che assumono farmaci contro le aritmie cardiache.

Il Carciofo (Cynara scolymus) è tradizionalmente utilizzato per i disturbi digestivi (mal di stomaco, nausea, vomito, sensazione di sazietà), specialmente se legati a un'insufficienza epatica. Inoltre questa droga è in grado di abbassare i livelli del colesterolo e dei trigliceridi nel sangue. E' controindicato in tutti i pazienti portatori di restringimenti delle vie biliari; va usato con cautela nei soggetti con calcoli alle vie biliari, per il rischio di provocare una colica.

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