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E' estate non abbandoniamo gli animali!

Ami gli animali? Vuoi dedicare loro il tuo tempo e magari farne una professione? Ecco le tappe da seguire.

Cani e gatti, ma non solo, sono sempre più diffusi nella nostra società: aumenta così la necessità di ricoveri disposti ad ospitarli quando ci si deve assentare senza la loro compagnia oppure, purtroppo, ad accoglierli quando vengono abbandonati. Decidere di aprire una struttura adatta allo scopo può essere una scelta giusta: l’importante è sapere quali sono le tappe da seguire.

Di fronte al problema di dove collocare i nostri amici animali quando si deve partire (a proposito: oggi molte strutture alberghiere sono attrezzate per accogliere cani e gatti, informiamoci per tempo!), per molti la soluzione è affidarli a conoscenti o pet-sitter. Altri  cercano una buona pensione: affidabile, sicura, dove il proprio animale possa vivere in maniera serena e - perché no?- piacevole il distacco dalle abitudini quotidiane della casa. Ecco perché se si decide di aprirne una è necessario e fondamentale rispettare tutta una serie di standard di qualità e sicurezza ma, soprattutto, conoscere e amare gli animali.

Di cosa c’è bisogno?

Per partire con la costruzione di un rifugio è necessario seguire un iter burocratico. E’ naturalmente utile un’esperienza acquisita nel settore (magari avendo lavorato in una pensione o un rifugio) o, comunque, possedere conoscenze cinofile e spirito imprenditoriale: una visita informativa ad altre strutture è sempre consigliabile per farsi un’idea di quello che si desidera costruire.
Quindi serviranno:

Almeno 200 mila euro circa per edificare la struttura secondo le norme vigenti; la somma può variare a seconda delle dimensioni della pensione, del numero dei box, ecc. per reperire i fondi si può chiedere al Comune se ci sono bandi di finanziamento per chi offre ricovero agli animali e alla Camera di Commercio se si hanno i requisiti per eventuali agevolazioni. Oppure si può chiedere di convenzionarsi con il canile municipale e riservare solo pochi box agli animali in custodia temporanea;

Un terreno adeguato: con una distanza minima (di solito almeno 500 metri) dal centro abitato;

Recinti per animali: almeno 2 metri quadrati per cani di piccola taglia e di 9 per quelli più grandi, con una zona coperta e una all’aperto dove il cane possa uscire e fare i bisogni. In genere le pensioni si dotano di un sistema di riscaldamento dei box per l’inverno e di ventilazione per la stagione calda. I recinti devono essere facilmente lavabili e disinfettabili e dotati di un sistema di abbeveraggio;

Aree comuni, dove i cani più mansueti potranno socializzare con altri ospiti della pensione, mentre i soggetti più difficili saranno portati fuori dal box separatamente. Se si prevede di ospitare anche i gatti, i box vanno coperti con una rete a maglie strette per evitare la fuga,

Impianti elettrici e idrici a norma con un sistema di scolo che raccolga l’acqua sporca dei box e confluisca direttamente nella fognatura (in alternativa in una fossa biologica);

Uno spazio per la passeggiata dei cani, alla quale occorre dedicare almeno 2 ore al giorno;

Spazi extra: la rimessa per gli attrezzi, un magazzino per i mangimi e una sala infermeria;

Toelettatura: se si desidera offrire questo servizio è utile una vasca per lavare i cani;

Veterinario: è bene stipulare un accordo con un veterinario che controlli lo stato di salute degli animali, il rispetto per le norme igieniche e per intervenire in caso di emergenza;

Cibo vario: la struttura dovrebbe offrire cibo diversificato a seconda delle esigenze specifiche del cane o del gatto ospiti e, possibilmente, non sempre e solo crocchette.

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