Alimentazione sana
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Addio diete, ci vuole costanza!
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Una vera e propria epidemia: quasi 6 milioni gli Italiani che soffrono di obesità e ben 21 milioni sono insovrappeso; neppure i bambini sono risparmiati!
E allora?
Diete drastiche, digiuni forzati, stressanti allenamenti. Con l’arrivo dell’estate si moltiplicano i rimedi brucia-grassi dell’ultimo minuto che, oltre a non portare benefici, rischiano di danneggiare la salute; uno dei problemi più comuni fra quelli correlati alla abitudini moderne è una vita molto sedentaria e caratterizzata da un’alimentazione troppo ricca di zuccheri e grassi.
Ma negli ultimi anni si è fatta strada una nuova strategia di lotta all’obesità, la cosiddetta terapia cognitivo-comportamentale, che aiuta a sviluppare le giuste abilità per sostituire i comportamenti problematici con nuove abitudini salutari, da mantenere poi nel tempo.
In sostanza, quello che viene proposto è un cambiamento di mentalità, che si ottiene con appositi programmi terapeutici in grado di agire sui principali ostacoli alla perdita di peso, ovvero:
- Stimoli alimentari (cioè la presenza eccessiva di quantità di cibo nell’ambiente; si consiglia, per esempio, di non tenere sempre in vista dolci, caramelle o cioccolatini “per gli ospiti”)
- Stimoli non alimentari (eventi, emozioni, luoghi e orari dl giorno che possono spingere al consumo di cibo, come l’abitudine di avere in mano qualcosa da mangiare mentre si guarda la TV)
- Conseguenze positive (l’utilizzo del cibo come gratificazione e strumento per stare meglio, eliminare l’ansia o stare con gli amici)
- Pensieri problematici (quelli, cioè, che ostacolano l’adesione al cambiamento dello stile di vita, come “Non ho controllo, è più forte di me”, Oggi abbandono la dieta, la riprenderò lunedì”, “Non è giusto che io sia a dieta mentre tutti mangiano”…)
Trovare la giusta motivazione aiuta a mangiare meglio, ma devono venire in aiuto le abitudini quotidiane più attive: una camminata a passo spedito per almeno 30 minuti al giorno, ballare, nuotare, andare in bicicletta o semplicemente fare le scale a piedi o rinunciare all’auto per andare in ufficio possono contribuire a pareggiare il bilancio delle “entrate” con quello delle “uscite” e vivere in salute.
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